Daniela Grifoni: dopo le Biennali di Venezia e Londra attesa al Museo d’Arte di Chianciano

Si muove come per un naturale modus vivendi tra musei, gallerie e mostre internazionali, lei, Daniela Grifoni, accademico ad honorem del Senato, ma soprattutto grande artista fiorentina che ha creato ormai da diversi anni il suo atelier nell’ex Abbazia Benedettina di San Nazzaro Sesia (No), si direbbe quasi in una sorta di legittima antitesi.

Dopo la Biennale di Venezia a Torino curata dal Prof. Vittorio Sgarbi e la prossima Biennale di Londra al Chelsea Old Town Hall, l’artista si ritirerà ancora una volta nell’antica dimora medievale.
Nella non perduta sacralità di questo spazio il suo estro creativo si raccoglie per poi ridestarsi al mondo: opere, le sue, che in quell’uso magmatico dei colori quasi racchiudono fuochi silenti di rinati elementi empedoclei.

I nuovi lavori saranno presentati alla Biennale di Chianciano 2013. La prestigiosa mostra internazionale, giunta alla sua terza edizione, si terrà dal 7 al 14 settembre presso il Museo d’Arte di Chianciano, un luogo altrettanto suggestivo dove un artista può trovare ispirazione contemplando i capolavori di grandi maestri del passato come Dürer, Rembrandt, Tiepolo, Dalì, Schifano. Sarà per questo motivo che l’artista è voluta ritornare ad esporre proprio qui, nelle eleganti sale museali, che la videro tra i protagonisti della precedente edizione del 2011.

Daniela Grifoni crea e afferma nella sua apparente pittura informale essenze umane. Dalla capacità di plasmare la materia colorata l’artista sembra cogliere l’atto della forma in divenire, come se da quel cromatismo plastico potesse nascere una qualche sagoma vitale. Metamorfosi è del resto il movimento artistico a cui la sua arte appartiene, testimoniata nell’autorevole volume edito da Mondadori dal titolo appunto di “Metamorfismo”.

I suoi colori caldi e materici esplodono e si condensano sulla tela, richiamando, con un paradosso che solo all’arte può essere consentito, l’antica affermazione rinascimentale dell’uomo al centro dell’universo. Firenze, la sua città natale, pare così essersi sedimentata nella vena artistica di quest’artista imprimendo alla propensione per il non figurativo qualcosa di umano e umanistico. Nelle sue opere si può riscontrare una potenza simile a quella immaginabile in un artista del XV secolo trasportato a fantasticare sull’uomo che forgia se medesimo ed il proprio destino nel mondo. Se di un’opera d’arte si dice che nel momento in cui è compiuta non appartiene più all’artista o comunque non solo a quest’ultimo, ma è preda dello sguardo interpretativo di chi osserva, nel caso di Daniela Grifoni questa asserzione risulta parzialmente veritiera: intuiamo la mano dell’artista, la sua anima, come del magma possiamo presentire la bocca eruttiva che l’ha generato.

Un gioco di forze creative che ammette senza appelli il suo talento, attraverso cui la Grifoni è pronta a sperimentare se stessa anche nell’arte scultorea e nelle scenografie teatrali con risultati altrettanto sorprendenti.

Nell’attesa della sua partecipazione alla Biennale di Chianciano 2013 non ci resta che chiederci quale fuoco invaderà le sue tele oltre a quello ovviamente sacro della creazione.

 

Opere in visione:

A destra - "Il canto di giuda" di Daniela Grifoni
In alto - opera senza titolo di Daniela Grifoni
In basso - "Parentesi musicale" di Daniela Grifoni

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