Leonardo Beccegato: Il Pittore Ingegnere

Chi ha detto che un uomo di scienza non può essere anche artista?

 

Non a caso nel Rinascimento il cosidetto “genio” stava ad indicare colui che era dotato di “multiforme ingegno” ovvero una persona che possedeva non comuni capacità, sia artistiche che scientifiche.
 

Ed è proprio dall’uomo di scienza che Leonardo Beccegato inizia il suo percorso interiore, dove forse, più di altri artisti, sente in sé un’urgenza inconscia di esprimere attraverso la pittura concetti e temi attinenti all’origine del cosmo e della vita stessa.
 

La luce nei suoi dipinti sembra nascere da un vapore ancora incandescente da dove prende forma l’umanità e la sua innata sofferenza onnipresente. Dall’inconscio del pittore emergono e prendono vita emozioni, angosce e sentimenti lontani, la nostalgia per l’antico e l’inclinazione a volersi avvicinare alla pittura dei grandi maestri antichi.
 

Leonardo sa come attirare e trascinare lo spettatore nel suo mondo inconscio ed onirico, sembra quasi di finire noi stessi nella sua pittura, lasciandoci trasportare da quei caldi toni del marrone o le tenui sfumature del grigio di un ricordo ancestrale.

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