Annarita Graziano, l'arte che "scava nel profondo"

Una ricerca in costante evoluzione. Cosi può definirsi l'avventura artistica di Annarita Graziano. Una ricerca che scava nel profondo, sino ai primordi della memoria. Una ricerca tesa a portare a galla l'intimità più nascosta. Una ricerca capace di concretizzare, mediante i potenti colori, sentimenti positivi portatori di trasformazione.

E' appunto il colore il principale soggetto dei dipinti di Graziano: vibrante, corposo, deciso o appena accennato e' sempre e comunque esso a farla da padrone sulla tela. Pennellate di colore che evocano emozioni differenti cosi come molteplici interpretazioni. Quadri astratti che ricordano manti erbosi, suoli sabbiosi, pavimentazioni ruvide. Un sapiente uso del pennello in grado di rendere percepibile alla sola vista la consistenza della materia.


Senza ombra di dubbio Annarita Graziano fa propria la lezione dei grandi maestri dell'astrattismo, i quali scelgono di negare la rappresentazione della realtà in favore di un'esaltazione dei propri sentimenti attraverso forme, linee e colori. Nello specifico l'artista e' riconducibile alla fase dell'informale ed ai suoi maggiori esponenti, quali Jackson Pollock e Jean Dubuffet. C'e' nei pittori informali cosi' come in Graziano la volontà di scardinare tutto ciò che può essere in qualche modo riconducibile ad una forma. C'e' in entrambi una concezione dell'arte costantemente tesa a negare qualsiasi valore ad ogni attività che presupponga il filtro della ragione. Passioni, gioie, tensioni, disagi devono essere espressi nel modo più spontaneo e violento possibile, al di fuori di qualsiasi schema precostituito e contro ogni regola normalmente accettata.

Tale esplosione di emozioni e' facilmente rintracciabile nelle tele di Graziano dove intricate reti di segni e filamenti portano alla mente sensazioni profonde, quasi arcane, presenti all'interno di ognuno di noi.

Altro elemento che avvicina Annarita Graziano a i pittori informali e' l'importanza attribuita da ambedue alla materia, la quale diviene la vera e propria protagonista dell'opera d'arte. Ed ecco cosi' che superfici rugose e butterate evocano impressioni spiacevoli mentre superfici morbide e levigate richiamano più facilmente alla dolcezza e la serenità. La maestria nel tratto e la capacita' nell'accostamento delle tonalità fanno dei variopinti lavori dell'artista veri e propri racconti cromatici in cui l'osservatore può immergersi e perdersi.
Dal canto suo Graziano affida alla pittura un ruolo terapeutico, affida ad essa la funzione di essere trasmettitrice di energia pura, di gioia di vivere, di positività. La pittura quale mezzo per trasfigurare la realtà, per entrare in un mondo altro, per liberarsi delle convenzioni che regolano la quotidianità. La pittura, in altre parole, quale strumento di redenzione.

Ilaria Petrini

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